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lunedì 13 giugno 2011

La Nuova Tendenza: Fieri di Essere Nati Così. di Chiara Nizzi:

La prima impressione è quella che conta.

L’abito non fa il monaco.
Morale proverbiale: l’aspetto è importante, sia che venga curato, sia che venga architettato in modo che mostri l’esatto contrario della personalità del modello. Tutti partono a giudicare da ciò che vedono.
Una cosa è certa: nessuna generazione è mai stata fissata con le stravaganze della moda e dell’arte di mutare il proprio aspetto quanto quella corrente. La nostra.
In giro si vede di tutto, da ragazzi dark e punk fino ai confini dell’assurdo a fianco di gente  tiratissima, oltre i limiti dell’odioso. In un certo senso è l’estremismo ad andare di modo, tanto da arrivare a cambiare perfino il modo di porsi di una persona, tanto che qualcuno arriva addirittura a lasciarsi morire di fame pur di trasformare il proprio corpo in quello di un manichino da vetrina, l’agognato ideale di magrezza.
Ma…in un mondo dove l’anoressia ostentata ha stufato (troppi film, troppi libri, troppe chiacchiere) , e la ricerca della perfezione si è ridotta a una gara noiosa e ossessiva a chi se la tira di più, ecco che i cantanti hanno deciso di andare contro corrente. Qui si cambia musica e si lancia una nuova tendenza, che speriamo prenda piede anche al di fuori del panorama musicale.
La moda dell’anno, negli studi discografici, è: essere fieri di ciò che si è!
Per la verità, la prima a uscire con un messaggio del genere scritto nel testo di un suo singolo era stata Cristina Aguilera molti anni fa-nel 2002- con Beautiful, però nessun altro cantante l’aveva seguita nella sua rivolta alla regola del bello per foza.
Al giorno d’oggi invece molte reginette del pop marciano su questo ritmo, per prima Katy Perry.
Secondo lei, baby, tu sei un fuoco d’artificio: non aver paura di esplodere in tutta la tua sorprendente personalità, lasciando tutti a bocca aperta.
Il video di questa canzone- con, tra le altre cose, la ragazza grassa che trova il coraggio di spogliarsi davanti agli altri durante una festa in piscina e il bacio gay,-presenta qualche analogia con quello di Beautiful.
Una delle odiate stelline emergenti della Disney, Selena Gomez, ha recentemente lanciato il suo ultimo singolo, una canzoncina spensierata che s’intitola Who Says [Chi Dice].
Sì, perché in fondo, amico lettore, chi dice che non sei perfetto? Chi dice che non sei carino o addirittura presidenziale? Dimmi chi ha detto una cosa del genere!
E poi, per ultima proprio perché è la più importante (rullo di tamburi…dai, che ci siete già arrivati), c’è lei, l’usurpatrice mostruosa (i suoi fan la chiamano Mamma Mostro per via di un suo Cd The Monster) di Madonna: Lady Gaga, imperatrice delle discoteche.
Il suo pezzo è l’esplosivo Born This Way dove il ritmo è così particolare da essere totalmente diverso da qualsiasi precedente canzone di Gaga, tanto che non sembra neppure lei.
La signora dalle mille parrucche ci informa di essere nata così e di non vergognarsi per niente.
Che ha voglia di criticare se lo prenda in quel posto, insomma, perché se spesso la musica si è rivelata lo specchio delle caratteristiche di una generazione o di una decade, allora questo vuol dire che stiamo cominciando sul serio a stancarci degli ideali di perfezione imposta ormai da qualsiasi cosa-giornali, tv, riviste, gente varia- e dei difetti immaginari.
Queste proteste cantate sono un “Piantala!” secco e deciso alla società della bellezza costruita. Ognuno è bellissimamente sé stesso, chiunque ha voglia di sentirsi come uno stupendo fuoco artificiale ogni tanto e,soprattutto, la verità suprema è che anche se magari sei davvero un brutto anatroccolo, c’è qualcuno che ti ama solo perché sei tu e non perché per lui hai qualcosa del futuro cigno. Ci stai pensando, e ti viene anche in mente una bella lista.
Siamo nati così, miei piccoli ‘Howlers’, e ricordate che questa citazione di Lady Gaga non è una giustificazione: è un motivo di orgoglio.

giovedì 9 giugno 2011

DRAGOZILLA CAPITOLO TERZO

Buon giorno amici miei!!… oh, no. Non piangete! Vi prego!
No, non fate così! …In fondo il nostro non è un addio! Ci rivedremo, vi prometto che ci rivedremo.
Ogni volta che qualcosa di troppo surreale in questo mondo vi salterà all'occhio e vi scombussolerà la routine della zona sud-ombelicale, io sarò li al vostro fianco pronto a gettare fuoco per difendere la vostra dignità!
Lo so, sarà difficile anche per me lasciare questo inferno. Mi ero quasi abituato a vedervi correre di qua e di la per i corridoi della scuola, a vedervi imprecare in tutte le lingue del mondo (dopo il consueto segno della croce pre-interrogazione) in lacrime per i vostri miseri voti, dei numeri che credetemi, non serviranno a nulla nella vostra vita.
Però, voi siete così, sempre pronti a rincorrere numeri e mai disposti a rincorrere idee o persone.
Ma, in fondo, vi capisco, come potrei non capirvi?
Certo, la classe dirigente (quest'anno un po' precariamente sfigata) dei professori non vi aiuta molto, costretta a strette misure da una nozionisticamente INADATTA Gelmini.
Ricordatevi, ragazzi miei, che a loro basterebbe firmare il registro e poi potrebbero fare qualsiasi cosa: leggere un libro di vespa con il commento di sgarbi, andarsi a prendere un caffè e poi accorgendosi che è aumentato il prezzo delle macchinette tornare in classe più schizzati di prima, ballare e saltare sulla cattedra sulle note di Dancing Queen.. MA, quella sola firma nel registro, basterebbe a testimoniare loro di aver fatto lezione in modo corretto ed adeguato. Quindi, dovete considerare i vostri BRAVI professori, che davvero fanno lezione e vi insegnano qualcosa, come delle persone molto ONESTE, degne di stima e che ci tengono davvero sia a voi che al futuro di questo paese.
Gli altri?.. Sempre augurando che non abbiate a che fare con professori del genere, io non esiterei a segnalarli, poiché , a tutti gli effetti, stanno fregando lo stato e vogliono male al Nostro Vostro futuro.
(NB: Lo stato incita questo tipo di prof. tutto numeri, voto, nozionistica… Fatevi le vostre domande e traetevi delle conclusione , potete e dovete farlo. ) e vorrei precisare, riferimenti a COSE e persone non sono puramente casuali, per questo vorrei aggiungere: Don’t matter if you’re black or white. AHU!
Se per di più i questi prof vi fanno venire la fobia del voto, l'unico consiglio che posso darvi è TENETE DURO. Appena usciti da questa scuola, se lo vorrete, potrete diventare la nuova classe governante e allora potrete riscattarvi con una nuova riforma scolastica ……..Oppure, potrete sempre vincere l'Oscar e insultare tutte le persone che vi hanno dato da fare nel discorso di accettazione.
Ma.. che mi sta succedendo? Tutta questa malinconia dell'arrivederci mi ha fatto scattare un’ orribile indole da mamma chioccia… Drago… non ti riconosco più.
Quindi, smettiamola di parlare di valutazioni, numeri e passiamo ad un argomento più INFUOCATO :

LA FESTA D'ISTITUTO (poooooooooooooooo)

Non vi è ancora stato riferito dai vostri bellissimi, intelligentissimi, superdotatissimi rappresentanti d'istituto, ma la festa quest'anno la organizzerò io. (pooooooooooooooo)
Dunque, la mia lingua infuocata non può trattenersi dal anticiparvi alcune cose..
Ho voluto intitolare la nostra festa "O Day" ovvero "Opus Day".
(qui l'autore apre una grande parentesi sulla spiegazione del nome che vi risparmiamo per farvi rimanere zoppi e ignoranti…dai su, wikipedia non costa un cazzo, puzzoni! )
Ho pensato di dividere i diversi spazi della scuola in luoghi dove poter svolgere diverse attività. Partiamo dalla prima zona:

ZONA1 : "The Fighter Zone" ovvero "La zona rissa per piccoli talenti della box".
Posizionata sotto all'edificio dei tecnici è una zona all'aria aperta che permette alle ragazzinE di sfogare il proprio talento nelle arti oratorie scurrili e alla lotta libera. Appena accanto sarà posto un banchetto di bibite e possibile distributore di paglie per il pubblico urlante che andrà certo dissetato e ristorato dopo le esaltanti incitazioni alle piccole lottatrici. Il divertimento è assicurato. Non mancheranno documentazioni ufficiali su Youtube e perché no YouPorn.

ZONA2 : "Aula Televisione". Mi sono posto il problema della noiosità delle aule cinema dove si vedono sempre gli stessi film da almeno 50 anni che possono variare da Tatanic fino ad un troppo azzardato Harry Potter. Ho così deciso di piazzare un'aula televisione dove si potranno vedere le repliche di uno Sgarbi notturno, il rallenty delle facce schoccate della Durso e ovviamente un commento in diretta del mio amicone Signorini sui vestiti limoncì, limoncè della Regina che porterà in tour a Castelnovo nei morti il matrimonio del bel nipotino. Ma soprattutto porterà tra noi comuni immortali (ehy ragazzi..sono un drago!) anche quello sempre tronco e non ancora maritato che sarà lo special Guest venerdì 10 al SoSoSoSophia.. “BAISO ti porto in Paradiso” ..alla faccia della Chiesa anglicana.

ZONA3:”Ballotto ma non mollo”. Dati i recentissimi avvenimenti politici (dai su..questa la saprete..i ballottaggi!!) , vorrei finalizzare un piccolo spazio allo scontro diretto tra giovani padani e giovani paGani proprio per incentivare allo smarrito senso civico (probabilmente ancora in dubbio nella selva insieme a Dante.. ) che inonda l’edificio coloniale che ci sforziamo di chiamare scuola. Talmente brutto che, ormai, ha le rughe..e stanno provando a fargli un lifting a cui verrà dedicata una puntata di Extreme Makeover su DiscoveryRealTime. Ma guai essere di parte, PER CARITA’ DI SAN WOITYLA!, è un peccato mortale e non sarebbe possibile alleggerirlo nemmeno con la vendita di qualche migliaio di indulgenze. Non siamo mica ai tempi dell’Inquisizione! Qui ci si può anche NON presentare in tribunale, tanto c’è il LEGITTIMO impedimento! E.. a propositivo.. mi raccomando… evitate di andare a votare il 12 e 13 giugno.. è meglio che vi riprendiate dalla sboccata post-sbornia di fine anno (completamente meritata e consentita)
“SU LE MANI ITALIANI” che intanto vi inficchiamo il dito medio di Galileo negli ani..

ZONA4: non poteva mancare la zona bunga-bunga\fumo (ma fumo peso..) che ancora non so se metterla nella via Peppino Impastato (che poi voglio dire..ci mancava soltanto una via intitolata a un terrone! C’è.. perdincibaccolina..siamo dei montanari VEH noi! Mica dei mafiooosi!!...) oppure non mettere grandi barriere per ciò e lasciare che si faccia ovunque…tutto questo sempre per rappresentare lo Stato di cui tanto ci piace credere di essere sovrani e che tanto amiamo. Se non fosse che appena si va in un’agenzia di viaggi consigliano di andare all’estero, perché per stare via una settimana bisognerebbe essere i gestori del PippisBar..

Siamo arrivati alla conclusione ormai. Che bell'anno però, pieno di assurdità ossigeno per il mio fuoco.
In fondo se non esistessero tutte queste cose, come potrei passare i miei pomeriggi?
Un po' come tutti i comici italiani.. morirebbero di fame senza le perle del buon Silvio e di tutto il suo seguito destro e sinistro.
Intanto ragazzi, vi ringrazio per avermi sopportato, ma ancor di più per avermi insultato, per avermi odiato o per avermi soltanto letto distrattamente.
Ringrazio anche te che non sai nemmeno che esisto perchè …… No, che dico? Tu puoi anche andare a quel paese, BRUCIA , INUTILE IGNAVO!!! Buahahah .. va bene, non ci sto davvero più dentro.
e a tutti gli altri.. CI VEDIAMO A SETTEMBRE!!
in bocca al lupo agli esaminandi… tanto più di 60 non prendete... Tiè
(sisi..toccatevi pure il pacco e la tetta sinistra, tanto non cambia un bel … pomodoro secco! )

…La coda del drago spunta dai posti più insospettabili….
Parola di Francesco Amadori!

La Terra ci sta chiedendo aiuto, cosa possiamo fare? di Andrea Dallari:


Ultimamente si è discusso a lungo sul tema dell’energia nucleare.
Durante le mie ricerche ho trovato alcune informazioni che mi hanno fatto riflettere molto, come, per esempio, i metodi di smaltimento delle scorie radioattive che, a mio parere, non sono proprio dei toccasana per l’ambiente.
Al momento non si sono ancora scoperti metodi completamente sicuri per la produzione di energia nucleare. Si pensi a ciò che successe a Černobyl, dove gli errori dell’uomo hanno provocato la morte di molte persone e hanno segnato i destini delle future generazioni.
Le scorie radioattive non sono, nemmeno loro, sicure, in quanto necessitano, per la maggior parte, di tempi di decadimento radioattivo estremamente lunghi e l’impatto ambientale è notevolmente negativo, vista la moltitudine di radiazioni rilasciate.
Il pensiero di alcuni favorevoli al nucleare si basa anche sul fatto che, lungo il confine italiano con altri Paesi, ad esempio quello francese, le centrali nucleari sono già presenti. Quindi, l’affermazione comune tra molti è la seguente: “Perché non fare le centrali nucleari anche in Italia? Tanto, se dovessero scoppiare quelle centrali, ci andremmo di mezzo anche noi”.
Penso che sarebbe positivo se iniziassimo ad ascoltare il nostro pianeta Terra.
Ogni giorno ci regala le cose essenziali per permetterci di vivere: acqua, sole, aria.
L’unica cosa che ci chiede in cambio è di rispettarlo e siccome, invece di aiutarlo, lo devastiamo sempre di più, lui ci sta avvertendo di ciò che è capace di fare, dandoci segnali forti attraverso eventi climatici, come lo tsunami avvenuto il 12 gennaio 2010 ad Haiti, che ha causato circa 230.000 vittime; oppure l’uragano Katrina, considerato uno tra i cinque uragani più forti della storia degli Stati Uniti, che ha causato circa 1.800 vittime, per non parlare del Giappone, dove lo tsunami che ha investito la centrale nucleare di Fukushima ha segnato la vita di moltissima gente.
Se non facciamo qualcosa in futuro potrebbe esserci un esponenziale aumento dei terremoti a causa del riscaldamento globale, o lo sconvolgimento del clima causato dal continuo spostamento dell’asse terrestre, anche questo in seguito ai terremoti e agli tsunami.
Cosa può fare, quindi, ciascuno di noi, per aiutare il nostro pianeta?
Basta veramente poco, ma fatto da tutti può diventare tantissimo.
Alcuni esempi possono essere i seguenti:
Quando si esce da una stanza, spegnere la luce; quando ci si insapona le mani, usare solo l’acqua necessaria, così come quando si fa la doccia e quando si lavano le stoviglie; tenere aperte le finestre fin quando c’è luce, evitando così di usare elettricità senza motivo o spegnere i computer quando ci si assenta per un po’ di tempo ecc.
Cerchiamo di aiutare la nostra Terra a sopravvivere, perché l’uomo è intelligente, ma la natura è indomabile.

domenica 20 gennaio 2008

Kapuscinski moriva il 23 gennaio 2007

Ryszard Kapuscinski ha iniziato la sua carriera di giornalista ad appena diciotto anni, per caso o per destino, quando il direttore di una testata polacca ha scoperto le sue poesie giovanili e lo ha preso a lavorare con lui.
Una professione che non lo ha mai abbandonato – tra i coloriti reportage dalle zone di frontiera e i libri, ricettacolo di ciò che non poteva diventare articolo – fino al 24 gennaio scorso, quando è morto all’età di 74 anni. Anni spesi a raccontare rivoluzioni, guerre, colpi di stato, ma soprattutto a sperimentare un giornalismo umano, che sa rendersi partecipe delle tragedie e delle conquiste della gente, scoprirsi pagina, letteratura.
Viveva con i poveri, non frapponeva nessuna distanza: "Kapuscinski riesce a sparire tra la gente, a farsi prendere ovunque per uno del posto" scrive Maria Nadotti, che ha curato l’edizione de Il cinico non è adatto a questo mestiere. Conversazioni sul buon giornalismo, edito per i tipi di e/o nel 2000. Ha lasciato in eredità la ricchezza e la grande qualità del suo lavoro: racconti di realtà novecentesche da tutto il mondo – soprattutto dall’immenso continente africano, del quale era l’unico corrispondente per l’agenzia di stampa polacca – pezzi di storia nel loro farsi, righe pregnanti dei caratteri, delle atmosfere del mondo, della voglia di entrare in comunicazione con l’altro.
"Il solo modo di far bene il nostro lavoro è scomparire, dimenticarci della nostra esistenza – racconta Kapuscisnki – Noi esistiamo solamente come individui che esistono per gli altri, che ne condividono i problemi e provano a risolverli. Il vero giornalismo è quello intenzionale, vale a dire quello che si dà uno scopo e mira a produrre una qualche forma di cambiamento".
Il cinico non è adatto a questo mestiere, dunque, perché senza empatia non si può nemmeno tentare di raccontare l’altro. E’ un libro intervista di poco più di cento pagine che testimonia la pratica giornalistica ai confini del mondo, un fiato denso di racconti esotici, lezioni di comprensione, ascolto e rispetto dell’altro, sofisticate analisi storiche e politiche della contemporaneità, sensibilità artistica e grande letteratura.
(Foto di Anna Da Sacco / bumerang.it)
Diletta Pignedoli